Il Centroamerica è altamente vulnerabile al cambio climatico

Pubblicato il da Andrea Ballerini

La Commissione Economica per l'America Latina, organismo dell'ONU, ha effettuato uno studio che mette in evidenza come le regioni del Centroamerica possano soffrire, sempre di più in futuro, sia gravi siccità, sia uragani, con un grave impatto sulle economie di questi paesi e per i quali occorrono misure di sicurezza da adottare in tempi brevi.

L'America Latina ma anche il Centroamerica, negli ultimi anni sono stati teatro di disastri ambientali di grosse proporzioni, passando da periodi di grande siccità a vere e proprie alluvioni, per non parlare dei terremoti che contraddistinguono da sempre la storia geologica di questa parte del mondo. Recentemente uno studio del Cepal, Commissione Economica per l'America Latina, un organismo istituito dalle Nazioni Unite, ha effettuato uno studio dal quale risulta che il Centroamérica è altamente vulnerabile al cambio climatico. In futuro, sia siccità, sia uragani di grande intensità, potrebbero continuare a colpire questa zona impattando gravemente sull'economia di questi paesi.

Nello studio si legge che nonostante il Centroamerica produca una percentuale molto piccola delle emissioni globali di gas serra, è in ogni caso una delle regioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Queste zone già martoriate da eventi climatici 'importanti' hanno accumulato spese ingenti a causa di uragani e per intervenire in aiuto dell'agricoltura e della salvaguardia delle risorse idriche. Lo scenario non molto ottimistico perchè nel caso in cui le emissioni globali continuassero con la tendenza attuale, la temperatura in Centroamerica potrebbe aumentare, in media, di 4,2 gradi e le precipitazioni annuali diminuire del 28% alla fine del secolo.

Tutto questo significa che si verificheranno eventi sempre più intensi, sia come siccità, sia come uragani e naturalmente il risultato sarà di forte impatto sull'economia dei paesi centroamericani, facendo diminuire la produzione agricola con perdite significative anche a livello di ecosistema e biodiversità. Lo sforzo da fare è rilevante, ma deve passare anche dall'impegno che le nuove generazioni di questi paesi possono mettere in campo. Stile di vita, cultura, condivisione, tutti 'tesori' su cui investire per rispondere a questo pericolo. Naturalmente l'impegno degli Stati deve anche andare nella gestione integrata delle risorse idriche, nella forte riduzione della deforestazione e il passaggio verso economie a basse emissioni e la protezione degli ecosistemi naturali.

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