Hemingway, americano con Cuba nel sangue

Pubblicato il da Andrea Ballerini

Ernest Hemingway è uno tra i più grandi scrittori del '900, la cui vita e la cui opera è strettamente legata a Cuba, isola nella quale ha vissuto per oltre 20 anni, isola che da sempre ricorda quello 'yankee' diventato presto un vero cubano.

Una mattina di luglio del 1961 a Ketchum, cittadina dell’Idaho, Ernest Hemingway ha deciso di chiudere la sua esistenza terrena con un colpo di fucile, uno dei suoi tanto amati fucili. I fucili con i quali amava cacciare, una delle sue grandi passioni, insieme a quella per “l’Isla Grande”, Cuba, dove ha vissuto per oltre 20 anni e dove ha lasciato un segno indelebile che ancora oggi lo rende per i suoi abitanti un vero cubano, nonostante fosse uno “yankee”. Dopo tanti anni senza Hemingway, Cuba continua a celebrarlo, l’isola caraibica ‘trasuda’ della presenza di ‘Papa’, come era soprannominato, a partire da Finca Vigia, la sua residenza alle porte de L’Avana e diventata una casa museo dedicata allo scrittore statunitense. Il primo luogo nel quale Hemingway ha soggiornato a Cuba è stato l’Hotel Ambos Mundos, ma luoghi come la Bodeguita del Medio o il piccolo villaggio sul mare di Cojimar, sono mete simbolo per cercare di ‘respirare’ l’aria e le sensazioni scritte nelle pagine de “Il vecchio e il mare”, libro nato navigando a bordo della sua 'Pilar', pescando e inseguendo anche sommergibili tedeschi. Un libro nato parlando con la gente, guardando la gente di Cuba, vivendo con la gente di Cuba, come Gregorio Fuentes, pescatore, che si dice sia stato l'ispiratore del personaggio di Santiago, protagonista del romanzo che gli regalò anche il Premio Nobel per la letteratura. Sulla spiaggia di Cojimar, dove Hemingway ormeggiava la sua barca e si fermava a osservare la gente cubana dal tavolo della locanda 'La Terrazza', vicino alla quale c'era un albero dove i pescatori appendevano i marlin per misurarne la lunghezza, avvenne nel 1960 l’incontro con Fidel Castro e la successiva sfida in una gara di pesca, che da allora è diventata un appuntamento fisso. Un’amicizia, quella tra i due, che l’allora governo statunitense non apprezzava, tanto da fare pressioni per il suo ritorno negli States, dove più tardi un fucile, in una mattina di luglio, spezzò la vita di un americano con Cuba nel sangue.

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