Oscar Romero, l'uomo che ascoltava il grido del suo popolo

Pubblicato il da infolatinos

Romero01y.jpgLa sua è stata una voce che è stata ascoltata in tutto il mondo e la pallottola che l'ha colpito, uccidendolo,mentre stava celebrando la Santa Messa, l'ha reso immortale, facendolo vivere per sempre nel cuore della sua gente. Mons.Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, ha lasciato un grande segno nelle coscienze e nella vita degli emarginati. Oggi, come allora, cammina accanto a loro.

"Un vescovo potrà morire, ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non morirà mai", sono le parole di Óscar Arnulfo Romero y Galdámez, arcivescovo di San Salvador, che ha pagato con la vita il suo desiderio di ascoltare la voce dei meno fortunati, ma anche il suo impegno nel denunciare le ingiustizie e i soprusi della dittatura del suo paese, El Salvador. Una situazione drammatica quella che viveva il paese centro-americano in quel periodo, con l'esercito che arrivava a profanare ed occupare le chiese e sterminare centinaia di fedeli.

Queste vere e proprie stragi, che colpiscono anche collaboratori a lui vicini, come l'assassinio di padre Rutilio Grande, ucciso un mese dopo che Romero era arrivato nella diocesi di San Salvador, porta l'arcivescovo a schierarsi apertamente con i poveri e gli emarginati. Le sue omelie vengono diffuse dalla radio e vengono così ascoltate anche all'estero, portando al mondo intero le notizie sulla grave situazione di degrado che regnava a El Savador. Il suo operato e il suo atteggiamento venivano visti con molta diffidenza dal Vaticano, che pur riconoscendo le grandi capacità pastorali di Romero, temeva questo 'prete rivoluzionario'.

Fu un grave errore, una mancanza di tutela nei confronti di quest'uomo, piccolo di statura, grandi occhiali, ma una voce potente e sicura. Una voce che riempiva la chiesa ogni volta che parlava alla sua gente, come quel giorno del 24 marzo 1980, quando Romero nel corso della sua omelia stava denunciando governo di El Salvador, che mandava i bambini nei campi per scoprire quali fossero quelli minati, bambini che morivano, restando squarciatio dalle esplosioni. Un esplosione che avvenne anche nella chiesa di Romero, mentre l'arcivescovo elevava al cielo l'ostia della comunione. Un solo colpo di pistola, sparato da un sicario della dittatura, recise la vena giugulare e tolse al popolo una guida, l'uomo che era in grado di ascoltare la loro voce.

Quel proiettile ha ucciso Mons.Romero, ma non la sua opera. "Se muoio risorgerò nel mio popolo" diceva e così è stato.

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