Victor Jara e la sua musica di libertà

Pubblicato il da Andrea Ballerini

Quando una musica è universale e arriva al cuore e alla testa della gente, nemmeno le torture e la morte possono spegnerla. Questo è ciò che è accaduto all'opera di Victor Jara, musicista, cantautore e regista cileno che è stato trucidato dalla dittatura nei primi giorni dopo il golpe militare. Una storia di cultura, ma soprattutto di libertà.

Il Cile, così come l'Argentina, ma quasi tutti paesi sudamericani, hanno vissuto periodi bui dove la dittatura e la violenza hanno cercato di soffocare le coscienze delle persone, ma dove molti personaggi sono diventati 'eterni' nel cuore e nella memoria della gente. Una di queste storie è quella di Víctor Jara nato a San Ignacio in Cile in una famiglia contadina dove la musica era di casa e dove Victor cresce imparando ad amare il folklore del suo paese, anche e soprattutto grazie alla madre che canta e suona la chitarra. Jara perde la madre quando ha solo 15 anni, ma quella chitarra che sentiva dolcemente suonare da lei, diventa la sua compagna fino al giorno della sua tragica morte. Dopo una parentesi di due anni in seminario, abbandonato per mancanza di vocazione, Jara scopre che la sua vocazione è per la musica e lo spettacolo ed è in quel periodo che conosce Violeta Parra. Da quel momento la sua vita di artista e di uomo prendono una strada precisa. Compone canzoni, ma dirige anche opere teatrali, spaziando da Brecht a Sofocle.

Víctor Jara è comunque autore di indimenticabili canzoni e tra le più significative ci sono "Plegaria a un labrador" ("Preghiera a un contadino"); "Manifiesto" ("Manifesto"); "Te recuerdo Amanda" ("Ti ricordo Amanda"). Jara è un protagonista principale ed essenziale del movimento noto come Nueva Canción Chilena, insieme a Violeta Parra e agli Inti Illimani. Il suo impegno è anche politico e si unisce al partito di Salvador Allende, Unidad Popular.

Le sue canzoni di protesta e il suo impegno saranno la sua condanna a morte, eseguita dai militari di Augusto Pinochet, quando a cinque giorni dal golpe fu prelevato e portato allo stadio di Santiago del Cile, dove, insieme a migliaia di persone, fu torturato, le sue mani, in segno di spregio, spezzate e infine ucciso. I militari distrussero le matrici dei suoi dischi e vietarono la vendita dei suoi dischi. Il 16 settembre 1973 hanno spento la voce di un uomo, ma non la sua musica e la sua storia.

Victor Jara

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