A Cuba, un quartiere operaio decisamente 'made in Italy'

Pubblicato il da Andrea Ballerini

La storia del primo quartiere operaio a Cuba 'parla' decisamente italiano. Il quartiere Pogolotti porta infatti il nome di un imprenditore italiano che, acquistati diversi terreni alla periferia de L'Avana, costruì case, negozi e anche un cinema. Tutto questo 100 anni fa.

Sono tante le storie 'italiane' in America Latina, una di queste ha come protagonista Dino Pogolotti che partito da Giaveno in provincia di Torino alla fine dell'800 arrivò a Cuba per lavorare presso il consolato statunitense. Pogolotti era un tipo molto intraprendente con uno spirito commerciale e imprenditoriale molto spiccato. Il suo arrivo a L'Avana coincise con un periodo di fortissima crisi nell'isola, che aveva portato alla morte e all'allontanamento dalle loro case di migliaia di contadini; in più ci si era messa anche una grande epidemia di febbre gialla. Le terre avevano così prezzi davvero bassi e Pogolotti, entrato in possesso di una discreta somma di denaro frutto dell'eredità ricevuta dalla moglie Grace Joyce, acquistò molti appezzamenti di terreno nella zona collinare di Marianao, lungo la costa settentrionale, realizzando una serie di progetti che portarono all'urbanizzazione di questa zona nella quale sorse il primo quartiere operaio di Cuba e di tutta l'America Latina. Un quartiere che porta il suo nome, Pogolotti, un luogo dove gli operai trovarono condizioni di vita 'umane', infatti fino ad allora le famiglie de L'Avana, per la maggior parte lavoratori nel settore del tabacco e portuali, vivevano in edifici umidi e malsani in un quartiere popolare del centro della capitale. Una legge del 1910 stabilì che si dovessero costruire mille case, che poi sarebbero state assegnate ai padri di famiglia mediante sorteggio. Fu così che nel 1911 inizia la storia che lega il nome di Dino Pogolotti alla storia di Cuba e dell'America Latina. Una storia che è diventata un libro, “Dino Pogolotti, un piemontese all’Avana”, e che racconta vicenda di questo piemontese e del suo ‘barrio’. Il quartiere Pogolotti ha anche un valore storico per i cubani: in una casa del 'barrio' Pogolotti vennero nascosti i resti di Antonio Guiteras, che aveva promulgato leggi a favore dei lavoratori, e Carlos Aponte, fondatore e membro della Giovane Cuba, entrambi assassinati dal regime dittatoriale di Machado; nel quartiere lavorò Carlos J. Finlay, scopritore del vettore della febbre gialla. Scuole, centri sportivi, un acquedotto. Un quartiere per vivere dignitosamente e che lega ancora una volta un nome italiano alla storia dell’America Latina,

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